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Lavoro autonomo e agile - In vigore il jobs act del lavoro autonomo

Lavoro autonomo e agile

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2017 della legge 22 maggio 2017, n. 81 Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, entra in vigore dal 14 giugno 2017 il c.d. jobs act del lavoro autonomo.

Disciplina del lavoro autonomo 

Il primo capo (artt. 1-17) intende rafforzare le tutele per i lavoratori autonomi che svolgono la loro attività in forma non imprenditoriale.
In particolare si applica a tutti i rapporti di lavoro autonomo individuati dal titolo III del libro V del codice civile.
Sono incluse anche i rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile (contratto d'opera), mentre restano esclusi gli imprenditori, ivi compresi i piccoli imprenditori di cui all'art. 2083 del codice civile (coltivatori diretti, artigiani, piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia).

Clausole e condotte abusive

Si considerano abusive e prive di effetto le clausole:

  • che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di recedere da esso senza congruo preavviso;
  • mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a sessanta 60 giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento.

Inoltra si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta.

Nelle ipotesi di cui sopra il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni.

Ai rapporti di lavoro autonomo si applica, in quanto compatibile, l'articolo 9 della L. 18 giugno 1998, n. 192, che vieta le condizioni contrattuali che integrano situazioni di abuso di dipendenza economica.

Diritto d'autore

I diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali e ad invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto spettano al lavoratore autonomo, ad eccezione del caso in cui l’attività inventiva costituisca già di per sé l’oggetto del contratto di lavoro.
(Sul tema vedi anche l'articolo presente su Marchiebrevettiweb)

 

Deleghe legislative

Il capo I contiene una serie di deleghe al Governo in materia di:

  • atti pubblici rimessi alle professioni organizzate in ordini o collegi (art. 5);
  • sicurezza e protezione sociale dei professionisti iscritti a ordini o collegi e di ampliamento delle prestazioni di maternità e di malattia riconosciute ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata (art. 6);
  • semplificazione della normativa sulla salute e sicurezza degli studi professionali (art. 11).

Indennità di disoccupazione per i collaboratori (DIS-COLL): stabilizzazione ed estensione  

Con riferimento agli eventi di disoccupazione a decorrere dal 1° luglio 2017, è stabilmente riconosciuta la DIS-COLL, oltre che ai collaboratori iscritti alla Gestione separata INPS, anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio (art. 7).
La misura viene finanziata attraverso il versamento di un’aliquota contributiva INPS aggiuntiva, pari allo 0,51 per cento (art. 15, nuovo comma 15-bis, D.Lgs. n. 22/2015).

Deducibilità delle spese per formazione e aggiornamento professionale

Con le modifiche all'art. 54, comma 5, D.P.R. n. 917/1986 viene prevista l’integrale deducibilità:

  •  entro il limite annuo di 10.000 euro, delle spese per l'iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi; 
  •  entro il limite annuo di 5.000 euro, delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente; 
  •  degli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Indennità di maternità e congedo parentale  

Con l'articolo 13 della legge in esame che modifica l'art. 64, comma 2, D.Lgs. n. 151/2001, viene riconosciuta l'indennità di maternità alle lavoratrici iscritte alla gestione separata, per i 2 mesi antecedenti la data del parto e per i 3 mesi successivi, a prescindere dall'effettiva astensione dal lavoro.
Inoltre, l'art. 8, commi 4-7
 dispone l'aumento del congedo parentale da tre a sei mesi, fruibili entro i primi tre anni di vita del bambino.
In particolare, le
 lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata INPS, con almeno tre mensilità di contribuzione accreditate nei dodici mesi precedenti, hanno diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo pari a sei mesi, entro i primi tre anni di vita del bambino.
L’indennità è pari al 30% del reddito di lavoro per cui è stata versata la contribuzione.
Se il congedo è fruito entro il primo anno di vita del bambino, l’indennità spetta a prescindere dal requisito contributivo.
Le disposizioni valgono anche in caso di adozione o affidamento preadottivo.
I periodi di malattia oncologica o di una gravità tale da comportare una inabilità lavorativa temporanea pari al 100% sono equiparati alla degenza ospedaliera.

Sportello per il lavoro autonomo presso i centri per l’impiego

I centri per l'impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione in materia di lavoro devono dotarsi, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo, anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini e le associazioni professionali, nonché con le associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.
Lo sportello raccoglie le domande e le offerte di lavoro autonomo, fornisce le relative informazioni ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta, fornisce informazioni relative alle procedure per l'avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni e per l'accesso a commesse ed appalti pubblici, nonché relative alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche nazionali e locali.

Appalti per prestazioni di servizi e consulenza

Le amministrazioni pubbliche devono promuovere, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi o ai bandi per l'assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche, anche attraverso gli sportelli dedicati al lavoro autonomo, e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.
A tal fine è riconosciuta ai professionisti, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità di costituire:

  • reti di esercenti la professione e di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste con accesso alle relative provvidenze;
  • consorzi stabili professionali;
  • associazioni temporanee professionali (ex art. 48 Codice degli appalti - D.Lgs. n. 50/2016).

Gravidanza, malattia e infortunio del lavoratore autonomo

L'art. 14  della L. 81/2017 stabilisce che la gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non determinano l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente. 
Si prevede, inoltre in caso di maternità e previo consenso del committente, la possibilità di sostituzione delle lavoratrici autonome da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.
Infine, in caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento della attività lavorativa per oltre 60 giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi resta sospeso per l'intera durata della malattia o dell'infortunio, fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

Lavoro agile

Il secondo Capo (artt. 18-24) riguarda il lavoro agile o cosiddetto smart working, uno strumento innovativo introdotto dal legislatore con lo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. 
Non si tratta di una nuova tipologia contrattuale, ma di una particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa. 
La prestazione lavorativa può essere eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Proprio lo svolgimento della prestazione in parte all’esterno dell’azienda differenzia il lavoro agile dal telelavoro il quale invece, prevede che l’attività venga svolta completamente fuori dei locali dell’impresa.
Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa.
Infine,
in quanto compatibili, le disposizioni sul lavoro agile si applicano anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.

Accordo
L'accordo relativo alla modalità di lavoro agile è stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, e disciplina:

  • l'esecuzione della prestazione lavorativa svolta all'esterno dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore;
  • i tempi di riposo del lavoratore;
  • le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

Quanto alla durata l'accordo può essere a termine o a tempo indeterminato.
Se è a tempo indeterminato è prevista la possibilità del recesso con un preavviso non inferiore a trenta giorni, termine che sale a novanta giorni nel caso di lavoratori disabili. 
In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.

L’accordo sottoscritto per lo svolgimento di lavoro agile va comunicato on-line ai servizi per l’impiego entro il giorno antecedente l’inizio della prestazione ai sensi dell'art. 9-bis, D.L. 510/1996.

Trattamento economico e normativo

Il lavoratore "agile" ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi nazionali e aziendali, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda.
Inoltre può essere riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze.

Potere di controllo e disciplinare

Spetta all'accordo relativo alla modalità di lavoro agile disciplinare l'esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore all'esterno dei locali aziendali, ed individuare le condotte, connesse sempre all'esecuzione della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali, che danno luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari.

Sicurezza sul lavoro

Ai sensi dell'art. 22 il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che presta la propria prestazione in modalità di lavoro agile. A tal fine consegna allo stesso ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), con cadenza annuale, un’informativa scritta ove vengono individuati i rischi generali e quelli specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione della prestazione.
Sul lavoratore  grava l’onere di collaborare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal proprio datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali.

Infortuni sul lavoro e malattie professionali

Al lavoratore agile spetta la tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all'esterno dei locali aziendali.
Il lavoratore ha altresì diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali, "quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza".

 

 

Tags: lavoro autonomo, lavoro agile

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